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Creare un ecosistema mobile che metta al centro l’utente

Il mobile si sta evolvendo in modo da includere tutti quegli stakeholder che, se messi nelle condizioni, potranno aprire la strada a una nuova era per questo ecosistema.

February 26 2016

Quello mobile è diventato un marketplace globale interconnesso, con diversi stakeholder in concorrenza tra loro per ottenere una supremazia. La corsa per ottenere il maggior aumento del numero di utenti e per creare modi innovativi di esporre, vendere e curare contenuti ha dato il via allo stesso tempo a uno sprint, a una maratona e a una codipendenza, la variabile imprevista di questo insieme.

Gli utenti di oggi danno valore alla facilità d'uso più che a qualsiasi altra cosa, e il motivo è semplice: è in offerta. L'avvicinamento a un'esperienza simile, che mette l'utente al centro, non è certo inatteso: nessuno ha mai rifiutato l'acqua corrente o altre comodità che ormai diamo per scontate. La notizia principale è invece che il passaggio al mobile, dato dalla maggiore comodità, ha influenzato l'evoluzione del consumo di contenuti.

Un'evoluzione alimentata dagli utenti

Come utenti, è inevitabile che l'esperienza web risulti per noi sempre meno coinvolgente. Oggi vogliamo che i nostri servizi siano accessibili all'istante. Ecco ad esempio perché Netflix sta sconfiggendo la pirateria video. A sua volta, il carattere di nicchia dei servizi stessi vede la soluzione di un determinato problema come punto di partenza per la fase di crescita iniziale, e porta all'utilizzo di altre piattaforme per lanciare i diversi aspetti dell'attività. I servizi ora non creano più una loro base di utenti, ma iniziano a utilizzare le applicazioni di messaggistica per raggiungere all'istante un pubblico quanto più ampio possibile. In modo simile, l'autorizzazione ai servizi basata su Google consente agli utenti di accedere ad app e servizi non Google in modo più semplice.

Questa evoluzione è basata sull'utente, e al di là dell'obiettivo finale (creare nuovi guadagni all'interno dell'ecosistema) è data dalla brevità del lasso di attenzione digitale che l'utente è disposto a dedicare alla propria esperienza.

Il mobile è dunque diventato il nuovo desktop, ma al contrario dei PC è disponibile ovunque. Inoltre, su mobile gli utenti sono costantemente bombardati da informazioni in grado di catturare immediatamente la loro attenzione. La saturazione degli App Store e l'innovazione dei servizi portano a dover promuovere molte più cose, e tutti siamo in competizione per una scheggia di attenzione.  Tutto è mobile, e a qualsiasi utente vengono forniti stimoli costanti ovunque sia: ecco perché le attività devono creare contenuti unici e coinvolgenti, integrati senza soluzione di continuità nelle attività giornaliere degli utenti. Chi non lo fa viene abbandonato. L'attenzione dell'utente regna sovrana, e solo la facilità d'uso può tenerle testa. È anche per questo che per molti fornitori di servizi una relazione simbiotica e vantaggiosa per entrambi è decisamente preferibile a una mancanza di comodità.

Eppure, questa è solo una convergenza in una branca dell'intero ecosistema mobile. Come fare ad elevare questa esperienza a livello globale e includere tutti gli stakeholder che, se messi nelle condizioni, potranno aprire la strada a una nuova era per questo ecosistema?

Collegare l'ecosistema

Si tratta di una delle sfide dell'espansione globale. Come possono le aziende intrattenere una relazione simbiotica le une con le altre e offrire servizi convergenti a un pubblico di utenti globale se il mezzo, in questo caso il mobile, è già decisamente impegnato a offrire agli utenti tutto ciò di cui hanno bisogno, proprio al momento giusto?

Per superare questa sfida è necessario riesaminare il passaggio al mobile, avvenuto in modo ben poco inclusivo. I principali stakeholder, come gli operatori di telefonia mobile, non hanno avuto un ruolo molto importante nell'equazione che ha portato allo sconvolgimento dell'ecosistema e al calo della soddisfazione dell'utente. Le aziende, le startup e le piattaforme più innovative ma già solide avevano bisogno di un modo di offrire i propri servizi a utenti che, per definizione, erano anche utenti degli operatori di telefonia mobile locali. A loro volta, gli operatori avevano bisogno di monetizzare e controllare i dati e il traffico basato su GSM che passava per le loro reti. Inizialmente, questi obiettivi non furono considerati compatibili, e crearono delle frizioni. Il tempo ha portato alla nascita di piattaforme specializzate, che hanno creato partnership aziendali e hanno fornito agli operatori strati di sicurezza affidabili che hanno minimizzato lo spam e le frodi. Queste aziende hanno aggiunto del valore a entrambe le parti dell'ecosistema colmando il divario tecnologico tra telecomunicazioni e tecnologie aziendali. Il mobile era ora davvero collegato.

BaaS: un modello di coooperazione per operatori in grado di colmare il divario tra telecomunicazioni e aziende

La creazione di una tecnologia in grado di colmare il divario tra i due stakeholder è stata però solo il primo passo. Per creare opportunità mai viste prima all'interno dell'ecosistema, questa collaborazione dovrà trovare un modo di formare un legame di codipendenza. Il perché è semplice: la semplice realizzazione del collegamento non risolve tutti i punti deboli di ogni stakeholder.

Per gli operatori, lo sviluppo e la manutenzione di servizi orientati al cliente è un impegno dispendioso in termini di tempo e risorse, da sempre al di fuori della parte centrale della propria attività. In più, l'esigenza di trarre il massimo dal portafoglio di clienti e di fornire un supporto di alta qualità per questo tipo di servizi non fa che porre un onere ulteriore sulle risorse degli operatori. D'altra parte, poter garantire l'erogazione del servizio e avere una piattaforma per aziende veramente globale per raggiungere i propri utenti è un problema che la maggior parte delle aziende di oggi vuole fortemente risolvere.

Dopo anni di esperienza e investimenti in ricerca e sviluppo, le aziende tecnologiche specializzate hanno unito lo sviluppo interno e potenziato le relazioni pre-esistenti con gli operatori mobilidi tutto il mondo per soddisfare i requisiti delle aziende moderne, offrendo servizi di alta qualità con una copertura mondiale. Attraverso il modello Business-as-a-Service, aziende come Infobip stanno ora diventando modulari, e perfezionano il modo in cui fungono da intermediario gestendo la maggioranza dei punti deboli degli operatori e delle aziende. Tra questi troviamo la gestione del traffico SMS A2P e le consulenze approfondite per trarre il massimo dalle opportunità offerte dal mercato e soddisfare i requisiti delle aziende moderne per quanto riguarda i sistemi IT e le problematiche legate all'integrazione.

Una tale evoluzione non solo arricchisce il sistema di distribuzione mobile, ma consente a entrambe le parti di concentrarsi sulla creazione di servizi innovativi per gli utenti finali.

Un'architettura potente per dare potenza all'ecosistema

Alimentare l'intero ecosistema con una piattaforma dalla vasta connettività  non è certo un impegno da prendere alla leggera. Vuol dire infatti creare un'architettura scalabile dalle performance elevate per soddisfare le esigenze di comunicazione più complesse, nonché far viaggiare enormi volumi di traffico, e allo stesso tempo supportare centinaia di nuove funzioni che consentono alle aziende di creare esperienze coinvolgenti. Insieme all'offerta degli operatori, è probabile che tutto ciò porti a un balzo quantistico dell'interconnettività mobile.

In un momento storico in cui l'utente regna sovrano, le piattaforme di comunicazione mobile migliori sono quelle che verranno create su un intero ecosistema che funziona in totale sincronia. Per creare servizi nuovi e coinvolgenti in grado di portare su un nuovo livello dell'utente, alimentare la domanda del cliente e toccare in modo universale il mondo intero, dovremo andare tutti in questa direzione.